Il lungo cammino verso PyeongChang

Solitamente la stagione post olimpica è  un “classico” di transizione, chiamiamola pure di rilassamento, dove obiettivi e traguardi  non sempre sono quelli prefissati o sperati. È quasi inevitabile….

Ripercorriamo allora il 2015 dello short track  nelle parole di Sergio Anesi: “Tirando le somme della stagione - esordisce il consigliere referente della disciplinaper  me è stata eccezionale. Come, giustamente, hai detto l’anno dopo i Giochi le squadre e gli atleti tendono, nella maggior parte dei casi, ad accusare una flessione. Non siamo stati un’ eccezione, tuttavia abbiamo ottenuto diversi risultati importanti in ambito internazionale”.

-Con un andamento, però,  un po’ differente fra squadra maschile e femminile?

Bisogna esaminare i due contesti separatamente. Partiamo dalle ragazze: cosa dire di più di quanto non abbiano fatto già i risultati? In gergo si potrebbe afferamere che la squadra è “sul pezzo”! La staffetta si è preparata bene durante la stagione, piazzamenti quasi sempre fra le migliori e 4° posto finale in Coppa del Mondo con i due secondi a Montreal e Dresda. Sopratutto non ha mancato l’obiettivo Mondiali con la conquista dell’argento a Mosca grazie ad Arianna Fontana, Lucia Peretti, Arianna Valcepina ed Elena Viviani. Non parliamo solo di crescita da parte della staffetta, ovviamente, ma di un gruppo che, alla luce dei risultati, è migliorato e sta lavorando per quello che sarà il prossimo obbiettivo a lunga gittata.

-Il riferimento, ovviamente, va a PyeongChang sede della prossima edizione dei Giochi Olimpici Invernali, la XXIIIa.

Abbiamo tre anni davanti per arrivare carichi e preparati all’appuntamento e di strada da fare ne abbiamo tanta! Ci stiamo impegnando a dare il massimo per consentire ai ragazzi di lavorare nelle condizioni più idonee e ottimali possibili, spronandoli a dare ogni giorno sempre di più, seguendo le direttive tecniche di Kenan (ndr: Gouadec). A questo proposito, l’allenatore canadese ha fatto un ottimo lavoro; quest’anno, poi, era da solo mentre l’anno scorso avevamo ancora il binomio Gouadec-Bedard”.

-Una stagione che ha visto, ancora una volta, Arianna Fontana la regina assoluta in”Casa Italia”, splendida interprete della velocità  mondiale….

“Diciamo pure che è una bella realtà del firmamento internazionale, una delle stelle più brillanti: oro storico ai Mondiali nei 1500m, impresa che non era mai riuscita a nessuna azzurra, a cui si aggiungono due argenti e un bronzo, un argento agli Europei e 8 podi in Coppa del Mondo, 6 dei quali in gare individuali. Come dire: ”Alla faccia della stagione di relax”! Ha dato, come tutti, il 101%, è stata costante in ogni gara, con un rendimento elevato, cosa chiedere di più? Semplicemente di continuare ad essere Arianna e fare quello che sa fare meglio”.

-Promossa la squadra femminile, promossa anche quella maschile, nonostante la mancata qualifica per i Mondiali?

“Sì, ma qui il discorso è un po’ diverso rispetto alla femminile: innanzitutto una concorrenza maggiore. Nonostante ciò, a guardare i risultati nei primi dieci ci siamo finiti diverse volte. Oltretutto non dimentichiamo che alcuni ragazzi sono stati alle prese con postumi da infortunio non proprio leggeri. Nicola Rodigari ha disputato la stagione con i chiodi nella gamba: li ha tolti da poco. Anche Andrea Cassinelli è stato alle prese con qualche problema che gli ha impedito di fare una  stagione completa. Obiettivo per l’anno prossimo entrare fra le prime otto squadre”.

-Quale identità avrà la Nazionale 2015-16?

“Come già accennato, Kenan Gouadec è stato confermato alla guida delle due squadre, ci sarà anche Matteo Anesi e poi dovrebbe arrivare un attrezzista, questo per quando riguarda lo staff tecnico. Passando alla squadra che proprio in questi giorni, Fontana e Gurini a parte, sta facendo il primo ritiro atletico a Piombino, l’ossatura è quella della passata stagione con due nuovi inserimenti: Arianna Sighel e Mark Chong. Arianna è figlia d’arte, promettente diciottenne: suo padre, Roberto, è stato una colonna della velocità pista lunga. Unico azzurro a conquistare un titolo mondiale All Round, nel 1992 a Calgary. Lei ha scelto lo short track: ha già debuttato in Coppa del Mondo al termine di quest’ultima stagione a Dresda nelle due gare dei 1500 m. L’altro nome nuovo è Mark Chong: sedicenne, da quattro anni in Italia a Bormio. Di origine australiana, con mamma tedesca, ha avuto dalla Federazione d’oltreoceano il via libera a gareggiare per noi ed è un ragazzo molto interessante”.    

-Chiudiamo, ovviamente, con le aspettative  per la prossima stagione

“Sottolineo che il nostro è un impegno triennale per arrivare dritti a PyeongChang. In mezzo sono tutte tappe intermedie, utili a crescere, migliorare e correggere eventuali errori, aggiungendo sempre quel qualcosa in più. Il programma della stagione prevede:7 gare di Coppa del Mondo, gli Europei a Mosca, i Mondiali a Seoul, ai quali si aggiungono i Mondiali Juniores a Sofia. Poi, come ogni anno, quando arriveremo alla fine tireremo le somme”.

 

Foto: Martin de Jong 

 

di Luca Reboa


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