Nuovo look... nuova stagione

La pista lunga si rifà il look: nuovo allenatore responsabile, Maurizio Marchetto, volti nuovi per rinforzare il gruppo e nuovi obiettivi per vincere. Tre punti su cui il settore è al lavoro con la squadra che ha già affrontato il primo ritiro della stagione: a Piombino per l'inizio della preparazione atletica.

Fra presente e passato, il consigliere referente della specialità, Sergio Anesi, traccia un quadro del momento partendo da un’analisi di squadra, fugando ogni dubbio sul rendimento azzurro, in particolare sui giovani: ”La team pursuit - esordisce il consigliere federale - è una gara di squadra per eccellenza, la quinta piazza è un risultato che avrei sottoscritto all’inizio di stagione e anche ora che “le bocce sono ferme”. Per diversi motivi a partire dal primo: la crescita dei ragazzi con il 5° posto di Giovannini, Stefani, Tumolero e Francolini ottenuto ai Mondiali di Hereenveen. Penso sia stato il primo passo nella caccia a un posto fra gli 8 che staccheranno il pass per PeyongChang fra tre anni. Di strada da fare ne abbiamo ancora molta con una concorrenza che, sicuramente, non starà ferma a guardare”.

-Andando ad analizzare la stagione a livello individuale, si può dire che è stata altrettanto valida e positiva senza nessuno rimpianto o un: “Magari avremmo potuto fare di più”?

“Abbiamo ottenuto risultati di prestigio che fanno ben sperare per il futuro del cammino azzurro: ai Mondiali, Fabio Francolini ha vinto l’argento nella Mass Start di Heerenveen, dopo ha fatto un 3° posto in Coppa del Mondo sempre nella stessa specialità, così come Francesca Lollobrigida; non dimentichiamoci l’ottimo 3° posto nella classifica finale, sempre della Mass Start, di Andrea Giovannini e la sua splendida vittoria a Seoul, più vari piazzamenti nei top ten e le medaglie ai Mondiali Universitari. Globalmente abbiamo diversi, anzi molti motivi per essere soddisfatti e guardare al futuro con fiducia”.

-Nemmeno un piccolo “neo”?

“Volendo andare a scavare fino in fondo, un rammarico ci sarebbe: la mancata partecipazione, con la squadra femminile, agli Europei di Chelyabinsk, in Russia, dove avremmo potuto toglierci qualche soddisfazione.... Riguardo ai risultati, beh… qualche podio di Coppa in più non mi sarebbe dispiaciuto

-Abbiamo parlato di Mass Start e dell’Italia, le prestazioni migliori sono arrivate proprio da queste parti. A tuo avviso è la disciplina ad hoc per i nostri ragazzi, soprattutto in chiave PeyogChang, ora che è entrata a far parte delle specialità a Cinque Cerchi?

“I risultati sono stati confortanti, ma non dimentichiamo che, quest’anno, sarà ancora più dura: ora che esiste la prospettiva di portare a casa una medaglia a Cinque Cerchi anche in questa specialità, la concorrenza sarà molto più agguerrita. Però i ragazzi hanno già dimostrato di “esserci”

Un cammino, quello della Mass Start, per arrivare a PeyongChang iniziato da lontano e concluso con l’ingresso nella famiglia olimpica. Una specialità altamente spettacolare che si snoda su 6400 metri, per un totale di 16giri con partenza di gruppo. In mezzo tre sprint intermedi: al 4°, all’8° e al 12°giro, più il rush finale al traguardo. Fondamentali i punteggi acquisti nei tre sprint: 5, 3, e 1 che vanno a sommarsi allo slancio finale che frutta ai primi tre 60, 40 e 25 punti.

L’Italia, per sognare un futuro radioso, dà un’occhiata ad un passato non troppo lontano… un passato che si chiama Maurizio Marchetto. Sotto la sua guida, infatti, ai Giochi di Torino 2006, Enrico Fabris, Matteo Anesi, e Ippolito Sanfratello conquistarono lo splendido oro nell’inseguimento squadre. Un ritorno dopo alcuni anni passati all’estero…

“Conclusi i Giochi di Vancouver le nostre strade si erano divise e ora si sono rincontrate: lui ha terminato, poche settimane fa, il suo rapporto la Federazione Russa, rendendosi disponibile. Un tecnico capace e molto apprezzato nell’ambiente, tant’è che, anche il Coni, ha espresso parere favorevole al suo ingaggio. Noi, ovviamente, per offrire il massimo ai nostri atleti, in termini qualitativi, non ce lo siamo lasciato scappare. Non dimentichiamo però di ringraziare i tecnici che in questi anni, con il loro lavoro, hanno dato tanto contribuendo ad ottenere i risultati”.

- Riferimento a tutti, partendo dall’olandese Gianni Romme per arrivare al duo che negli ultimi tre anni ha guidato la squadra A: Giorgio Baroni e Stefano Donagrandi.  

Assolutamente, a loro va il nostro ringraziamento: Giorgio quest’anno si occuperà delle squadre juniores, mentre Stefano andrà ad allenare una società in Olanda”.

- Nazionale A senza grandi cambiamenti….

“L’intelaiatura è rimasta quella della passata stagione con l’inserimento di alcuni giovani con i quali, insieme ai “veterani” , puntiamo a fare bella figura nelle gare internazionali, Coppa, Europei e Mondiali. Per noi sono tappe importanti e significative nell’avvicinamento ai prossimi Giochi Olimpici invernali”.

Una stagione che, dal punto di vista agonistico, inizierà a decollare in autunno con i primi test e i primi tempi di riferimento, poi… si vedrà…

di Luca Reboa


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