Varsavia: un bilancio agrodolce

Giornata conclusiva dei Mondiali Juniores di pista lunga e ultime fatiche per gli azzurrini alla ricerca non tanto di una medaglia, quanto di un buon risultato a prescindere dal podio.

Come prevedibile, l’ovale  “Stegny” di Varsavia, ha chiuso i battenti nel segno  dei “tulipani”, così com’era iniziata: campioni del mondo Allround con Melissa Wijfje - al femminile - e Patrick Roest - al maschile-  e per chiudere in bellezza anche le due Team Pursuit.

E gli azzurrini? Il trio Matteo Cotza, Francesco Tescari Jeffrey Rosanelli ha dovuto incrociare le lame con quelle danesi di Oliver Lindenskov, Mikkel Kirkegaard e Philip Due Schimdt. Disco rosso, purtroppo, per i ragazzi di Ioriatti e Sighel: al termine degli otto giri in programma i danesi si sono imposti in 4:16.74 (ottava posizione), mentre gli azzurrini hanno varcato la linea del traguardo in 4:28.24 che vale la decima piazza a 15.24 dagli straordinari olandesi; nella gara femminile, con il solito dominio olandese, l’Italia non ha preso parte.  

Spazio anche per il debutto assoluto, all’interno della manifestazione, della Mass Start, dove l’unico nostro portacolori era Jeffrey Rosanelli.

Se da un lato, il  primo titolo della specialità è andato al sedicenne coreano  Kim Min-Seok, l’azzurrino, dopo una buona partenza che lo ha visto anche protagonista nei primi giri, alla lunga è scivolato progressivamente indietro terminando ventitreesimo a 21.91 dal coreano. 

Prima a laurearsi campionessa - versione femminile - è stata l’austriaca Vanessa Bittner, capace di trovare lo spunto vincente all’ultima curva. Le due azzurre, Deborah Grisenti e Noemi Bottazza, imbottigliate infondo al gruppo delle inseguitrici, hanno terminato quindicesima e diciottesima.

Azzurrini crescono… anzi cresceranno: un team giovane e alla sua prima esperienza in questa manifestazione che avrà, sicuramente, occasione di rifarsi nelle prossime edizioni.

L.R.


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