Hockey, la Nazionale Italiana fissa l’obiettivo Bratislava 2019: “Here to stay”

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La Nazionale azzurra guarda al futuro e traccia la via, sfida dopo sfida, obiettivo dopo obiettivo. La Federazione Italiana Sport del Ghiaccio ha voluto riunire oggi a S. Valburga in Val d’Ultimo i ragazzi della Nazionale maggiore per un momento di presentazione dell’intero staff ma, soprattutto, di programmazione della stagione 2018-19 così come del lungo progetto che attende gli azzurri fino ai Giochi Olimpici Invernali di Pechino 2022. Presenti all’appuntamento, oltre agli atleti, il Presidente della Federazione Italiana Sport del Ghiaccio, Andrea Gios, il responsabile di settore hockey della Fisg, Tommaso Teofoli, il Segretario Generale della Fisg, Ippolito Sanfratello, l’head coach della Nazionale, Clayton Beddoes, il direttore delle squadre nazionali azzure, Stefan Zisser e, in qualità di ospite speciale, e l’ex campione azzurro di sci – il più vittorioso discesista italiano della storia con 33 podi di  Coppa del Mondo, tre medaglie Mondiali e cinque partecipazioni olimpiche -, Kristian Ghedina.

Cuore dell’incontro la ribattezzata “Mission Bratislava“, ossia la grande sfida che attende l’Italia in questa stagione. Gli azzurri, dopo essersi guadagnati la scorsa stagione la promozione in Top Division, lotteranno infatti il prossimo maggio ai Mondiali di Bratislava, in Slovacchia, per conservare il posto tra le migliori nazionali del pianeta. Dopo anni contrassegnate da promozioni e retrocessioni spesso alternate, l’obiettivo della Nazionale è quello di mantenersi stabilmente nell’elìte dell’hockey internazionale attraverso un lavoro attento e scrupoloso e una programmazione impeccabile.

Questa è una giornata importante, il punto di partenza di un progetto molto ambizioso – le parole del presidente Andrea Gios -. La Fisg inizia da qui un percorso che vivrà un primo step ai Mondiali di Bratislava e che proseguirà poi con l’auspicio di giocarci al meglio le prossime qualificazioni olimpiche. Due grandi sfide, ma la prima che ci attende è quella di restare in Top Division, “here to stay”: in passato ce l’abbiamo fatta e vogliamo tornare a quei livelli, ci crediamo fortemente e vogliamo che sia una convinzione collettiva. Ci stiamo dando un’organizzazione interna efficace, che ci consenta di lavorare di sistema. La figura di Stefan Zisser in questo senso, in qualità di direttore delle squadre nazionali, ci permetterà di coordinare al meglio il lavoro di tutte le formazioni e le rispettive attività. Il progetto guarda lontanto, a Pechino 2002 ma pure all’eventualità delle Olimpiadi in casa del 2026. Abbiamo con noi oggi Ghedina ma anche Sanfratello, sportivi di primissimo piano che devono fungere da esempio: non servono supereroi per vincere ma uomini che si impegnano a fondo, guardano lontano, con un obiettivo chiaro in testa e tanta voglia di raggiungerlo. Come Italia non abbiamo le potenzialità e le risorse di altre nazioni ma unendo le forze e lavorando d’anticipo ce la faremo. Se daremo il 100% non avremo comunque rimpianti. Come federazione intendiamo dare a questi ragazzi il massimo supporto e riponiamo in loro un’enorme fiducia. Speriamo possano rappresentare il sogno di tutti i ragazzini che vi guardano e aspirano a partecipare un giorno alle Olimpiadi“.

Nel lungo percorso verso Bratislava l’Italia tornerà presto sul ghiaccio, impegnata dal 7 al 10 novembre a Budapest nell’Euro Ice Hockey Challenge contro Corea del Sud, Kazakistan e i padroni di casa dell’Ungheria. Una prima tappa importante per valutare i giocatori, allargare il gruppo, e iniziare a strutturare il team per i Mondiali. “Abbiamo iniziato nel 2014 con l’idea di creare un gruppo ampio, basato sui giovani. Siamo cresciuti non di uno ma di due o tre scalini e lo scorso anno a Budapest abbiamo chiuso il cerchio raggiungendo il primo grande step. Ora servono il secondo e il terzo step per arrivare fino alle Olimpiadi. Questa Nazionale è un gruppo solido e deve crederci, a maggio ragione dopo quanto fatto dal 2014 ad oggi“, le parole del responsabile Fisg del settore hockey, Tommaso Teofoli.

L’appuntamento odierno è stato fondamentale anche per l’head coach Clayton Beddoes, che ha esposto nel dettaglio la composizione dello staff tecnico azzurro, il calendario che attenderà gli atleti fino a maggio nonché le metodologie di allenamento, le sue esigenze nei confronti del gruppo e le basi su cui vuole costruire il nuovo progetto.

Apprezzatissimo e coinvolgente poi l’intervento di Kristian Ghedina, che si è rivolto direttamente agli atleti: “Voglio potervi dare uno stimolo in più per raggiungere questi obiettivi fondamentali. Ho avuto il piacere e la fortuna di giocare a hockey da ragazzino e mi piaceva tantissimo: è uno sport in cui devi avere gli attributi e dove serve tanta forza fisica. L’Italia non è un movimento che vive nell’oro come altri Paesi ma nella mia carriera ho potuto seguire da vicino Ivica e Janica Kostelić che da croati, in una nazione senza strutture, sono diventati campioni formidabili. Il loro papà pur con poche risorse da ex pallamanista ha mollato il suo mondo per aiutarli. Da ragazzini hanno fatto letteralmente la fame vivendo in tenda e spostandosi con la macchina vicino alle piste, portando con sé pentolini anche solo per cucinare e mangiare. Noi che viaggiavamo in Nazionale eravamo quasi privilegiati e ci stupivamo a guardarl, eppure solo grazie alla volontà sono diventati campionissimi. E’ un paragone per farvi capire che tutto nasce da voi, dal cuore dell’atleta, dalla fame di raggiungere i risultati sperati: lavorare, testa bassa, con il pensiero fisso all’obiettivo“.